giovedì 4 marzo 2021

LE TRE CARATTERISTICHE (TI-LAKKHANA)

 IMPERMANENZA (ANICCA)

Una volta che abbiamo una corretta conoscenza, la mente è al nostro comando. Di cosa si tratta? Si tratta di anicca, sapere che tutto è impermanente. Tutto porta qui quando vediamo con chiarezza e diventa la causa del alsciar andare. allora, lasciamo essere le cose, in armonia con la loro natura. Se non accade niente, dimoriamo nell'equaninità, e se sorge qualcosa, contempliamo: ci causa sofferenza? Ci aggrappiamo a essa afferrandoci all'attaccamento? C'è qualcosa lì? E' questo che sorregge e sostiene la pratica. Se pratichiamo e arriviamo a questo punto, penso che ognuno di noi realizzerà un'autentica pace.

Ajahn Chah, Tutto insegna, p. 109

SOFFERENZA (DUKKHA)

Insoddisfazione, soffrenza.

NON SE' (ANATTA')

Quello che chiamiamo 'Io' è solo una convenzione: noi siamo nati senza nomi. Poi qualcuno ch ha dato un nome e dopo un po' che veniamo chiamati con questo nome, cominciamo a pensare che esista veramente qualcosa chiamato 'io/mio'. E poi sentiamo di dover passare la nostra vita ad occuparcene. La saggezza del Buddha conosce come lasciar andare questo 'se' e tutto quello che gli appartiene: le cose che si possiedono, gli stati mentali, le prospettive e le convinzioni personali. Significa lasciar andare le occasioni del sorgere della sofferenza (dukkha). Significa creare le condizioni per vedere le vera natura delle cose.

Ajahn Pasanno, Quello che è importante




martedì 2 febbraio 2021

Azioni Salutari (KUSULA KAMMA)

Astenersi dal distruggere la vita.

Astenersi dal prendere ciò che non è stato dato.

Astenersi da un'inappropriata condotta sessuale.

Astenersi dal mentire.

Astenersi dalla parola calunniosa.

Astenersi dalla parola aspra.

Astenersi dalla parola frivola.

Assenza di cupidigia.

Assenza di avversione.

Retta visione, incluso il credere nella legge del karma.

giovedì 28 gennaio 2021

Arahant

 Egli è il Beato, il Degno (Arahant), il Perfettamente Risvegliato, completo in conoscenza e condotta, giunto alla meta ultima (il nibbana), conoscitore dei (tre) mondi, insuperabile guida per le persone inclini all'addestramento, insegnante delle divinità e degli umani, il Buddha (Risvegliato), il Beato.

Samannaphalasutta, Digha Nikaya 2, CST4 I.157, PTS 49




Le Radici della Sofferenza (KAUSALA-MULA)

 Illusione (moha)

Per via dell'illusione, gli esseri schiavi dell'illusione vanno verso una meta infelice.

Coloro che vedono in profondità (vipassan) abbandonano questa illusione in virtù della retta conoscenza.

Poichè abbandonano l'illusione, essi non tornano mai più in questo mondo.

Mohasutta, Itivuttaka CST4 3, PTS 2

 

Brama (lobha)

Per via della brama, gli esseri schiavi della brama vanno verso una meta infelice.

Coloro che vedono in profondità (vipassan) abbandonano questa brama in virtù della retta conoscenza.

Poichè abbandonano la brama, essi non tornano mai più in questo mondo.

Lobhasutta, Itivuttaka CST4 1, PTS 1

 

Avversione (dosa)

 Per via dell'odio, gli esseri schiavi dell'odio vanno verso una meta infelice.

Coloro che vedono in profondità (vipassan) abbandonano quest'odio in virtù della retta conoscenza.

Poichè abbandonano l'odio, essi non tornano mai più in questo mondo.

Dosasutta, Itivuttaka CST4 2, PTS 2 


 


lunedì 25 gennaio 2021

Tirocinio di Disciplina Morale (i cinque precetti)

Precetto 1

Non distruggere la vita

Precetto 2

Non prendere ciò che non è stato dato

Precetto 3

Astenersi da condotta sessuale inappropriata

Precetto 4

Astenersi dalla parola errata, parola falsa, parola calunniosa, parola aspra, parola inutile

Precetto 5

Astenersi da bevande o sostanze intossicanti che conducono a disattenzione

 

I cinque precetti sono la base essenziale del codice etico[senza fonte] del Buddhismo, e fanno parte dei precetti buddhisti. Sono seguiti dai buddhisti laici, discepoli dell'insegnamento di Siddhartha Gautama, trasmesso dalle denominazioni del Buddhismo Mahāyāna e del Buddhismo Theravāda.

 

I fedeli buddhisti mettono in pratica questa etica non appena preso rifugio nei Tre Gioielli: il Buddha, il Dharma e il Sangha. Il prendere rifugio è una metafora che simboleggia l'accettazione del Buddhismo. I cinque precetti sono delle regole stilate (secondo la tradizione) dallo stesso Siddhartha Gautama per rendere la vita meno stressante, più in armonia con gli altri esseri e indirizzarla consapevolmente sul sentiero verso il Nirvana.

 


 



sabato 23 gennaio 2021

Le tre Gemme (TI-SARANA) - i tre rifugi

Buddha 'il risvegliato'.

Proprio cone un loto blu, un loto rosso o un loto bianco, nato nell'acqua, cresciuto nell'acqua, emerge dall'acqua e se ne sta intoccato dall'acqua, proprio così o brahmano, io sono nato nel mondo, cresciuto nel mondo e avendo superato il mondo dimoro intoccato dal mondo. o brahmano, considerami "un Risvegliato" (Buddha).

Donasutta, Anguttata Nikaya CST4 IV.36, PTS II. 38-39

La parola "Buddha" è una parola meravigliosa, significa "colui che conosce", e il primo rifugio è nel Buddha in quanto personificazione della saggezza.


Dhamma (Dharma).

Gli insegnamenti esposti dal Buddha: la natura autentica ed essenziale di tutto ciò che è; la verità ultima, al di là della realtà convenzionale.


Sangha.

I discepoli (savaka) del Buddha che praticano il Dhamma; la comunità delle nobili persone; la comunità monastica.

 


LE TRE CARATTERISTICHE (TI-LAKKHANA)

 IMPERMANENZA (ANICCA) Una volta che abbiamo una corretta conoscenza, la mente è al nostro comando. Di cosa si tratta? Si tratta di anicca, ...