IMPERMANENZA (ANICCA)
Una volta che abbiamo una corretta conoscenza, la mente è al nostro comando. Di cosa si tratta? Si tratta di anicca, sapere che tutto è impermanente. Tutto porta qui quando vediamo con chiarezza e diventa la causa del alsciar andare. allora, lasciamo essere le cose, in armonia con la loro natura. Se non accade niente, dimoriamo nell'equaninità, e se sorge qualcosa, contempliamo: ci causa sofferenza? Ci aggrappiamo a essa afferrandoci all'attaccamento? C'è qualcosa lì? E' questo che sorregge e sostiene la pratica. Se pratichiamo e arriviamo a questo punto, penso che ognuno di noi realizzerà un'autentica pace.
Ajahn Chah, Tutto insegna, p. 109
SOFFERENZA (DUKKHA)
Insoddisfazione, soffrenza.
NON SE' (ANATTA')
Quello che chiamiamo 'Io' è solo una convenzione: noi siamo nati senza nomi. Poi qualcuno ch ha dato un nome e dopo un po' che veniamo chiamati con questo nome, cominciamo a pensare che esista veramente qualcosa chiamato 'io/mio'. E poi sentiamo di dover passare la nostra vita ad occuparcene. La saggezza del Buddha conosce come lasciar andare questo 'se' e tutto quello che gli appartiene: le cose che si possiedono, gli stati mentali, le prospettive e le convinzioni personali. Significa lasciar andare le occasioni del sorgere della sofferenza (dukkha). Significa creare le condizioni per vedere le vera natura delle cose.
Ajahn Pasanno, Quello che è importante




